Vita sedentaria: l’evoluzione

L’uomo, in origine, camminava per miglia e miglia, cacciava e raccoglieva cibo. Poi ha cominciato a coltivarlo, adesso va a fare la spesa. In automobile. Le abitudini e le attività dell’uomo, grazie o a causa dello sviluppo tecnico e tecnologico sono cambiate enormemente nel corso dei secoli. Lo sforzo fisico, prima nella quotidianità di ogni persona, è ora diminuito per la maggioranza delle persone. Infatti, al giorno d’oggi, sono pochi quelli che ancora usano in modo attivo il proprio corpo.

Spesso, d’altronde, è più veloce, pratico e comodo muoversi in automobile piuttosto che camminare, sedersi a guardare la tv al posto di andare a fare una corsetta. Tuttavia, se le abitudini sono cambiate, i bisogni del nostro organismo non lo sono. Il nostro corpo ha ancora bisogno di un certo movimento e sforzo per funzionare nel migliore dei modi.

In Svizzera, 2/3 della popolazione adulta si muove troppo poco o è del tutto inattiva (secondo l’Indagine sulla salute in Svizzera del 2002). Questo vuol dire che le raccomandazioni (muoversi almeno 30 minuti al giorno con intensità media) non sono osservate dalla maggior parte degli adulti. 1/3 della popolazione, invece, è allenato a sufficienza. Di questo terzo, una gran parte è molto allenata, mentre solo una piccola parte osserva le raccomandazioni praticando il minimo richiesto.

Secondo i ricercatori, l’inattività fisica è uno dei maggiori problemi di salute delle nostre società industrializzate. In Svizzera, ogni anno ci sono circa 2’900 decessi prematuri e 2,1 milioni di casi di malattie causati dall’inattività fisica. Per quanto riguarda i bambini, 1/5 si lamenta di dolori alla schiena, saltuari o cronici. Molte persone pensano “Sto bene anche senza fare sport.”, “Non sono malato.”, ecc. Bisogna però ricordare che molte malattie non si sviluppano tutto d’un colpo, bensì lentamente e perciò non è possibile accorgersene se non dopo molto tempo.

“[…] Nella maggior parte delle nazioni, un piccolo numero di fattori di rischio è responsabile della maggior parte dei casi di malattia e di morte […] I fattori di rischio maggiori sono l’ipertensione, l’ipercolesterolemia, uno scarso consumo di frutta e legumi, il sovrappeso e l’obesità, la sedentarietà e il tabagismo. Cinque di questi fattori sono direttamente legati all’alimentazione e all’esercizio fisico.”

(tratto da OMS Stratégie mondiale pour l’alimentation, l’exercice physique et la santé, 22 mai 2004, pag. 2)

Comodità e ritmi di vita fanno sì che la popolazione svizzera si muova troppo poco. C’è chi dice che non ha tempo per muoversi o prepararsi un pasto sano, ma voi, avete tempo per occuparvi degli effetti collaterali di una cattiva salute?

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