Limiti e ricompense

Due aspetti molto importanti nell’educazione sono le ricompense e i limiti. Capita a tutti di voler ricompensare i propri figli per i comportamenti corretti adottati, oppure, al contrario di dover porre dei limiti, per gestire determinate situazioni.

Per quanto riguarda i limiti, non bisogna aver paura di dire “no” o di limitare un determinato comportamento (“no, non compriamo le caramelle” oppure “puoi guardare la televisione per mezz’ora”). I bambini, infatti, hanno bisogno di limiti perché regole sensate e chiare danno loro sicurezza. Inoltre, le regole poste li aiuteranno ad adottare le abitudini che voi volete insegnar loro. Se i bambini si rifiutassero di ascoltare, cercate di discuterne insieme e di cercare una soluzione, un compromesso. Infatti, anche i compromessi possono andare bene, se non sono decisi dai bambini. È il genitore, infatti, che deve saper stabilire a quale compromesso si può scendere e a quale no.

Un altro atteggiamento importante da parte dei genitori è quello di valorizzare i comportamenti positivi e gli sforzi dei propri figli. Sostenere i figli nello svolgere attività fisica e nel mangiare in modo sano è importante, perché dal punto di vista dei bambini, ciò richiede sicuramente un impegno e uno sforzo costanti (allenarsi quando si è stanchi, mangiare qualcosa che non piace molto, ecc.).

Per complimentarsi con i propri figli, è possibile anche ricorrere a ricompense. Quest’ultime sono un buon mezzo per incoraggiare ulteriormente i propri figli nell’adozione di un determinato comportamento (in questo caso, mangiare bene e muoversi abbastanza ogni giorno).

A volte un cioccolatino, un pupazzetto o un’ora di TV in più possono essere soluzioni semplici, tuttavia, da genitore, è importante guardare il tutto con occhio critico e vedere se la ricompensa davvero incoraggia il buon comportamento. I dolcetti, per esempio, offerti per incoraggiare il buon comportamento, inviano ai bambini messaggi sbagliati che li confondono, come:

  •     “Se mi danno un biscotto al posto della carota, vuol dire che il biscotto ha più valore”.
  •     “Perché mi date un biscotto se salgo le scale? Non mi avevate insegnato che salire le scale è salutare, mentre mangiare i biscotti no?”

Ciò non vuol dire che sia un male offrire un biscotto come ricompensa, tuttavia questa non deve essere ogni volta la scelta primaria. Non c’è nemmeno nulla di male nel dare il dessert preferito dopo aver finito tutto il piatto di verdure. L’importante è abbinare anche altri tipi di ricompensa.

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