“Fai come faccio io!” e non “Fai come ti dico io!”

L’importanza del ruolo di genitori

Le abitudini acquisite da bambini ci accompagnano per tutta la vita: per questo è importante impostare buone consuetudini fin dalla più tenera età. La settimana scorsa abbiamo visto che comunicare in modo aperto vuol dire esprimere idee, raccontare esperienze (positive e negative), condividere sentimenti, ma anche chiedere aiuto agli altri. Abbiamo anche accennato al fatto che si comunica anche senza parlare, per esempio tramite i gesti, le espressioni facciali o le azioni. Questa settimana ci concentriamo su questi aspetti, perché è importante poter dire ai propri figli: “Fai come faccio (anche) io!”, piuttosto che soltanto: “Fai come ti ho detto io!”.

I gesti e le azioni dei genitori hanno un ruolo basilare nell’apprendimento e nel mantenimento di comportamenti alimentari e di movimento corretti. Tuttavia, questo è anche vero per tanti altri comportamenti, come per esempio indossare il casco quando si va in bicicletta, lavarsi i denti dopo i pasti o spalmarsi la crema solare quando si va al mare o a sciare.

I bambini stanno molto attenti a ciò che percepiscono nel loro ambiente domestico e scolastico. Parole dette e azioni compiute restano nella memoria dei bambini, i quali, specialmente in età scolastica, fanno molte domande, si ricordano nei dettagli esperienze passate, cercano informazioni e giustificazioni per le azioni compiute.
I genitori dovrebbero essere consapevoli del fatto che, a dipendenza dei loro comportamenti, possono quindi rappresentare sia un modello positivo che un modello negativo per i propri figli.

È quindi indispensabile dare ai figli buoni esempi e modelli di riferimento anche nelle situazioni più difficili, quando si intromettono stress, stanchezza, preoccupazioni, mancanza di tempo e a volte pigrizia. Anche in questi casi bisogna cercare di autodisciplinarsi e dimostrarsi coerenti portando a termine ciò che si è iniziato: per esempio, continuare a mangiare in modo equilibrato e muoversi regolarmente. Altrimenti, come si può spiegare al bambino che si deve mangiare l’insalata se il genitore per primo la rifiuta e la lascia nell’insalatiera?

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